ROMA CALLING

“Roma guarda, si scrolla le spalle e poi lascia cadere. Polverizza con una certa rapidità, con clamorosa esattezza. Perché, sì, a un certo punto il male finalmente muore, e poi viene piano piano dimenticato, ridotto a un fatto eclatante o due, e a quel punto scompare, è pronto per scomparire. Ma poi verrà altro male a sostituirlo, più ridicolo e più infame ancora, più cattivo e più sporco, ma Roma sarà più grande e più vecchia ancora e allora saprà disintegrarlo e restituirlo alla polvere. C’è sempre qualcuno che vuole il male di Roma, è nella storia, è nelle cose; oggi, in epoca di decadenza, come nell’epoca della perduta antica millenaria civiltà, e della gloria. Possono saccheggiare l’Eterna, possono abbatterne le mura, possono bruciare i rioni e i quartieri, possono avvelenarci l’acqua. Non succede niente. Roma non cade. Cadono i romani. Roma rimane in piedi. Roma, nella mia mente, è un ideale che niente ha corroso, né i goti né i vandali, né i palazzinari né i casamonica. In Roma io credo”

Gianfranco Franchi